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Roberto Fava

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if one wants to truly own one must own in all games

la vita non si misura da quanti respiri facciamo, ma dai momenti che ci tolgono il respiro.
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Akylle/Roberto

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February 20

Così Parlo Zarathustra

Non sapendo che scrivere per aggiornare questo mio spazio vi riporto qualche citazione di Friedrich Wilhelm Nietzsche

"L'uomo teme la donna quando lei odia: poichè in fondo all'anima l'uomo non è cattivo, ma in fondo all'anima la donna è perversa"

"E voltai le spalle ai governanti quando m'accorsi che cosa adesso chiamano governare: trafficare e mercanteggiare la potenza - con la canaglia!"

"Le parole più silenziose sono quelle che portano la tempesta. I pensieri che vengono quasi su ali di colombo, che conducono il mondo"

"chi si è troppo riguardato, finisce per ammalarsi per gli eccessivi riguardi. Siano lodate le cose che ci rendono duri! Io non lodo affatto il paese dove scorrono burro e miele"

"solo chi agisce impara"

December 30

Un Malato di Cuore

 

Dedicato a tutti coloro il cui fisico impedisce qualcosa ma la cui testa spinge oltre gli ostacoli...

Continuate a credere di poter arrivare oltre i vostri limiti, un giorno succederà!!!!

Roberto

PS: Faber grazie di questa perla


November 22

Vita

"Non guardare il sole!"

Ogni mamma te lo dice fin da quando sei piccolo...

ma a volte desideri così tanto una cosa

da rischiare di diventare cieco

anche solo per averne in'idea

November 02

Li riconosci al volo, i Rugbisti

Collo taurino? Pilone
Bisgonoso d'affetto? Tallonatore
Orecchie a cavolfiore? Seconda linea
Gente che ti lascia un caffè già pagato al bar? Terza ala
Una quercia dove appoggiarsi per fare un pisolino, leggere "La Gazzetta dello Sport" e baciare la morosa? Terza centro
Due occhi da furbetto? Mediano di mischia
Il proprietario di una spider? Mediano di apertura
Culo basso? Trequarti centro
Culo alto? Trequarti ala
Uno a cui affidare i bambini da portare all'asilo? Estremo

e questo dice tutto
October 17

Vallerani

Eccomi qui ad aggiornare questo blog...
 
In data odierna le lezioni di Geografia si sono esaurite ma devo ammettere che Vallerani (il prof) ha lasciato un segno nel sottoscritto...
 
Non butto più carte per terra, spengo tutte le luci ogni volta che passo (a volte mi muovo addirittura al buio) ed ho iniziato seriamente a temere che a casa mia possa arrivare un onda anomala o possa ritrovarmi a dover vivere sul tetto per l'eccessivo innalzamento delle acque...
 
Beh devo dire che a parte questi traumi che mi segneranno a vita (provateci voi a sentir parlare di sfighe del mondo per due ore e restare impassibili) voglio proprio dire che il prof è entrato a far parte dell'olimpo di insegnati a me graditi come il grandissimo, incommensurabile e magnifico Tedeschi Turco e il cinico, svogliato e inusuale Killer (al secolo Ravegnani)...
 
Uff perchè i corsi fighi finiscono mentre il pesantissimo diritto mi si è piazzato sul groppone e non vuole andarsene? In lacrime
 
PS: peccato non seguire il secondo modulo causa eccesso di esami, vedrò in caso di provvedere l'anno venturo
 
 
 
October 04

Fania...

...Sempre con noi dall'altra parte della strada...

Quella che leggerete ora è una lettera di una ragazza che ora non c'è più, molti di voi sanno che nel mio passato Dark Age of Camelot è stato una grande compagnia e forse qualcosa di più;

con questo intervento voglio rendere giusta memoria ad un gioco ma soprattutto ad una persona che era "solo" un insieme di pixel con cui avrò gruppato 1 o 2 votle massimo ma che ha lasciato molto a molti ragazzi della comunity visto la commozione con cui tutti abbiamo accolto la notizia.

"Ciao sono Alberto il fratello di "fania", spero che tu sia il Fazio che conosceva mia sorella. Ho mandato questo messaggio anche a Tatanka ma probabilmente non gioca più o non lo ha ancora letto.
Solo ora dopo tanto, troppo tempo ho riacceso il pc e sono andato nel profilo di mia sorella. Nemmeno ti puoi immaginare tutto quello che vi ho trovato. Ma forse è meglio cominciare dal principio. Stefania era una come tante, allegra e spensierata con una grande passione: il tennis. Amava quello sport che aveva scoperto per caso grazie ad un’amica e pareva non ci fosse altro che potesse farla felice. Timidissima, studiosa, indipendente, il suo futuro non poteva essere che sicuro. Il destino invece aveva altri progetti per lei e le si presentò nel volto piu truce e orribile. Un incidente (chiamiamolo così) e poi il buio. Lottò contro la morte per giorni che a noi parvero anni, ma era viva. Lesione al midollo spinale. Ma era viva. Non ero molto presente per motivi di lavoro in casa quando uscì dall’ospedale, ma mi resi conto che avevo davanti a me un’altra persona. Taciturna, sofferente, evitava ogni discorso, non mangiava, non dormiva, piangeva. Se Dio esiste perché ha distrutto la mia Stefania? Restavo con lei piu che potevo, la coccolavo, la rassicuravo e per tutta risposta un giorno disse che voleva morire. Psicologo. Terapie. Medicine. Abbandonò il ragazzo, chiuse le amicizie, restava ore ferma a fissare un punto nel vuoto. Arrivò a pesare 35 chili, stava sparendo. Aveva terrore di uscire di casa, non per la vergogna della carrozzella ma mi disse che gli sguardi della gente erano piu taglienti di un coltello. Mia madre era completamente esaurita, non la riconoscevo piu. Capii che dovevo fare qualcosa. Si ma che cosa? Tra le altre cose le comprai un pc e piano piano notai che ogni tanto lo usava. Approfittai della situazione e comprai mille giochi, programmi, enciclopedie, musica. Un giorno lessi su una rivista di un gioco online con annessi giorni di prova, il gioco era Prigioni. Feci l’iscrizione e vidi che ci si dedicava spesso. Stava migliorando. Dopo qualche mese però quel gioco chiuse i battenti e ci restò malissimo. Cercai subito un’alternativa e la trovai su un'altra rivista che allegava un cd di prova a dark Age of Camelot. Feci l’iscrizione anche li. Ricordo perfettamente che al secondo giorno di gioco mi disse che aveva trovato un amico. Gli spiegò tutto, chiacchieravano allegramente e un giorno mi disse se potevo comprare la scatola del gioco per poter continuare a giocare. Me lo ricordo molto bene quel momento perché per la prima volta dopo troppo tempo la vidi sorridere. Io credo che questa persona che ha incontrato casualmente nel gioco deve essere una persona straordinaria. Si dedicò al gioco quasi come ad un lavoro, la vedevo impegnarsi, ridere, parlare con me di oggetti e armature, usava un linguaggio ludico a me sconosciuto e rideva quando capiva che non comprendevo quasi nulla. A volte diventava seria davanti al monitor, diceva che era successo chissà cosa e chissà dove. Ma per lei non era un semplice gioco. Per lei era un modo per sentirsi finalmente normale agli occhi della gente, nessuno la giudicava per il suo handicap, nessuno la vedeva. Poteva essere finalmente la solita ragazza di una volta. Mise su chili, si impegnò nei movimenti, parlava e rideva come una volta, si riavvicinò agli amici. Tutto questo per un gioco! No non accetto che sia chiamato solo gioco. È riduttivo. Sicuramente è stata fortunata a trovare le persone giuste, disponibili e simpatiche ma dopo tutto quello che aveva passato e che la mia famiglia aveva subito, chiamarlo gioco è troppo poco. A volte anche se giocava era triste ma le passava quasi subito, la vidi piangere mentre giocava in piu di un’occasione, ma erano momenti. Una volta mi chiamò raggiante per farmi vedere dove era riuscita ad arrivare. Mi mostrò un castello con delle guardie e diceva che era il suo posto segreto dove si rifugiava quando era triste. Le cure nel frattempo continuavano e lei ci si dedicava con impegno e dedizione. Era convinta e di farcela, era convinta di guarire. Ma quella maledetta circolazione sanguigna non ne voleva sapere. Quando fu chiaro che le cose stavano precipitando volò negli Stati Uniti con tutta la speranza che noi e voi gli avevamo dato. Ora per me viene il difficile. Non posso, non voglio, non ce la faccio ancora oggi a ripensare agli ultimi mesi. Continuò a giocare sempre col sorriso sulle labbra, continuò a riempirci del suo infinito amore. Arrivò a febbraio e la sua fragile vita si fermò li. Anche la mia. Solo dopo mesi ho preso coraggio e ho riacceso questo pc. Glielo avevo promesso. Ci ho trovato lettere, raccomandazioni, favori, foto. Aveva capito che non sarebbe vissuta e come ha sempre fatto aveva programmato ogni cosa. Tra le altre cose ho trovato una richiesta, un ultimo desiderio diciamo. Mi chiedeva di far rivivere i suoi personaggi che a quanto pare si erano cancellati. Far rivivere quei personaggi e regalarli a voi con la promessa che almeno una volta mi portiate nei luoghi che lei adorava, per farmi capire e comprendere che cosa le ha dato la forza di riprendersi. A giudicare da come parlava, per lei siete stati piu che amici, mi piace pensare a lei mentre giocava, mi piace pensarla mentre rideva per chissà quale battuta. Ora spetta a voi e scrivo a te perché sei l’unico punto sicuro che ho. Spetta a voi dirmi che fare. Non ho la minima idea di come entrare in gioco, ho trovato la password ma mi dice che non esiste l’iscrizione. Ho scaricato non so quanti aggiornamenti ma mi dice sempre che non esiste l’iscrizione. Non voglio farvi pressioni, se non potete aiutarmi cercherò una soluzione diversa. Mi basterebbe entrare, parlare con voi per un oretta, lasciarvi password e andarmene. Non credo di riuscire a fare di piu. La sola idea di entrare nel gioco mi farebbe pensare troppo a lei e io a distanza di mesi non mi sono ancora ripreso e credo che mai mi riprenderò. Voglio ringraziarvi tutti di cuore per tutto quello che avete fatto per lei, forse senza rendervene conto, forse sapendo, non importa, avete reso la luce ad una ragazza che stava nel buio, grazie non lo dimenticherò mai. Questi pensieri puoi dirli a tutti quelli che l’hanno conosciuta e hanno potuto apprezzare mia sorella.
Grazie ancora."

Perchè certe persone devono soffrire in questa maniera e scomparire così prematuramente?

Come mondo di merda

Ci manchi Fania, non ti dimenticheremo mai pur non avendoti mai veramente conosciuto In lacrime


September 11

Vittorio dixit...

Tempo addietro Vittorio Vettor, mio odiatissimo insegnate di disegno del liceo, disse dell'Italia

"Siamo un popolo di arlecchini e sguatteri, cialtroni e carrettieri..."

Tra le nostre grasse risate subito questa frase finì nel giornalino scolastico,

oggi credo che in fondo non abbia affatto torto e di questo me ne dispiaccio...

L'unica soluzione praticabile oramai è scomparire dal territorio della mia amata nazione prima che essa risucchi tutti nel suo buco nero di ignoranza, pressapochismo, sfruttamento, truffa, reality show, "furbetti del quartierino", impuntiti, e chi più ne ha più ne metta...